Non è assolutamente vero che una bugia non può essere scoperta a meno di avere prove del contrario: premesso che non è possibile avere la certezza assoluta che qualcuno ci sta mentendo, fiutare e smascherare una bugia è assolutamente possibile.

Il bugiardo, infatti, tende ad assumere dei comportamenti stereotipati, fornendo all’interlocutore una serie di segnali più o meno evidenti del suo essere il mala fede.

Tali indizi, che possiamo definire rivelatori, sono sia di tipo non verbale che di tipo paraverbale (inerenti cioè non a quello che si dice, ma a come lo si dice, con che tono di voce, con che volume e a che ritmo). Il bugiardo infatti tende ad alzare la voce più del necessario, come ad affermare con forza una verità che scricchiola (quando non fa acqua da tutte le parti), tende a evitare lo sguardo dell’interlocutore oppure, al contrario, lo fissa di proposito: sono entrambi atteggiamenti innaturali che devono mettere immediatamente all’erta chi ascolta.

Il comportamento del bugiardo è caratterizzato anche da un’eccessiva attenzione ai dettagli di quanto raccontato, nella convinzione che più particolari si danno, più quanto raccontato apparirà verosimile.

Come abbiamo accennato, fondamentale è anche il linguaggio del corpo: chi mente tende involontariamente a toccarsi il naso, le labbra o le orecchie, a sudare più del normale e soprattutto ad assumere a tratti micro-espressioni del viso che smentiscono l’emozione che si dice di provare. Per esempio se una persona si finge triste quando invece è felice di qualcosa, il controllo delle labbra può sfuggirgli e per qualche frazione di secondo queste possono curvarsi in un sorrisetto naturale che però viene immediatamente camuffato.

Chi mente tende a parlare molto lentamente (così da dare l’idea di non avere nulla da nascondere) e tende a ripetere le domande che gli vengono rivolte: ripetere la domanda prima di dare una risposta è il modo migliore per prendere tempo e pensare a cosa inventarsi per risultare credibili.

Tipico del bugiardo, infine, è l’atteggiamento di chi si mette subito sulla difensiva, di chi si offende facilmente e usa ogni eventuale contestazione come pretesto per mettere in discussione l’altro: attaccare per difendersi, insomma, ancora una volta appare come il miglior modo di proteggere se stessi e le proprie menzogne.

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