Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare…sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare un sottile dispiacere…Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore… guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me ma nella mente tua non c’è ….tu chiamale se vuoi
emozioni!!

Le bellissime parole di Mogol, ci provocano emozioni e ci mettono in contatto con noi stessi, con i nostri sentimenti, ricordi, immagini e se viviamo fino in fondo tale esperienza, ci perdiamo nel nostro personale mondo, senza barriere, senza rumori esterni. Entriamo finalmente, in contatto con la nostra vera anima che, spesso soffochiamo in nome di una finta realtà. Conoscere le proprie emozioni significa conoscere, appunto, noi stessi nel bene e nel male senza vergogna e nel fare ciò potremmo riscoprirci migliori, più forte, maturi, e pronti ad affrontare ogni cosa. Le emozioni sono il nostro “carburante”, la carica di energia che ci sostiene nella realizzazione dei nostri intenti e nel perseguimento dei fini a cui la natura ci ha programmati. Senza emozioni, forse, il mondo si fermerebbe. Piaget le paragonò alla benzina che mette in azione il motore di un’automobile. Una mamma farebbe tanti sacrifici per i suoi figli se fosse sostenuta solo dalla forza della ragione? Saremmo così educati da evitare certi comportamenti asociali in pubblico se non esistesse dentro di noi un’emozione come il pudore?

Esse svolgono tre compiti delicati:

  1. Farci apprendere comportamenti di sopravvivenza– Emozioni come paura, ansia, tristezza, malumore fungono da campanelli d’allarme e mettono una persona nella condizione di fronteggiare situazioni di pericolo o cambiamento. Sono fenomeni adattivi , fondamentali perché l’organismo reagisca in modo adeguato agli stimoli esterni ed interni.

 

  1. Fungere da sintomi dei disturbi della personalità– L’angoscia, l’ansia, la paura l’insicurezza, il senso di colpa ecc, non sono altro che dei campanelli di allarme per farci sapere che dentro di noi c’è qualcosa che non va e che si è creata una situazione di squilibrio. Tutte le emozioni indicate sopra, cioè l’angoscia, l’ansia, la paura, servono per farci provare sofferenza e quindi a spingerci a fare qualcosa per riconquistare uno stato di benessere.

 

  1. Funzione Comunicativa– attraverso esse e la loro espressione ci mettiamo in contatto con gli altri, esprimiamo parti di noi all’altro e tale condivisione sta alla base della efficace relazionalità.

 

Imparare a riconoscerle ed esprimerle ci aiuta a rafforzare noi stessi e orientare meglio i nostri comportamenti quotidiani nei diversi contesti, siano essi familiari che lavorativi. A tal fine, ci sono tecniche e metodologie che possono aiutarci, se apprese, e utilizzare ogni qualvolta ne abbiamo bisogno per ripristinare il nostro benessere.

(Tina Sucapane)

 La forza delle Emozioni – Incontro formativo: 11 e 12 aprile 2015