Le prime impressioni quando si incontra una persona per la primissima volta sono molto spesso influenzate dalle caratteristiche del volto. Si pensava che tali giudizi non avessero valore scientifico, ma ora anche la scienza supporta la cosiddetta “prima impressione”.

Il viso può dire moltoI risultati di uno studio condotto da un gruppo di scienziati – pubblicati all’interno della rivista “PNAS” – ha dimostrato che possono bastare dei piccoli cambiamenti sul volto di una persona per farla apparire differente. Il dottor Hartley, neuroscienziato dell’Università di York a capo della ricerca, ha dichiarato che l’obiettivo del progetto era quello di dare ad un fenomeno diffuso e conosciuto da molti dei dettagli matematici. Durante la ricerca sono stati mostrati ad alcune persone dei video con circa un migliaio di volti presi dalla rete; con i punteggi ricavati, è stato realizzato un modello matematico da cui sono state ottenute tre “prime impressioni” di riferimento.

Le tre principali caratteristiche di un volto

Secondo il modello matematico, il viso di una persona dalle prime impressioni può essere avvicinabile, dominante e attraente. I volti con queste caratteristiche sono stati rielaborati tramite il computer servendosi del modello matematico, dal quale il team di ricerca ha ricavato sei tipologie di volti (avvicinabile, dominante e attraente più altre tre possibilità intermedie). Nonostante il supporto della matematica, però, risulta ancora difficile affermare che una determinata caratteristica di un viso contribuisca ad una precisa impressione sociale, poiché diverse caratteristiche del volto possono variare tutte insieme, come ha spiegato lo stesso Tom Hartley.

Le prime impressioni sono affidabili?

Alcune tendenze risultano comunque piuttosto evidenti: un’alta percentuale di persone percepisce il volto maschile come dominante, così come un viso sorridente risulta più affidabile e dunque avvicinabile. Le prime impressioni, però, il più delle volte sono fugaci, fin troppo, ed è difficile basare un giudizio semplicemente su di esse. Lo studio potrebbe essere utile da un altro punto di vista: ad esempio per scegliere, basandosi su un calcolo totalmente scientifico, la fotografia che trasmette la miglior impressione possibile oppure utilizzare gli stessi numeri per capire il momento più adatto per scattare una foto che mostri il meglio di noi, socialmente parlando.

 

Copyright Aireo srl [riproduzione riservata]