Il potenziale in noi
Può sembrare una frase zen, ma in realtà non lo è. Le possibilità di riuscita nella vita di tutti i giorni o nell’attività lavorativa, nelle relazioni con gli altri o nello sport sono strettamente connesse alla voglia di farcela che è dentro ognuno di noi. Tuttavia, non tutti riescono ad ascoltare quella voce interna che incita al successo. In molti preferiscono dare ascolto a quanti gli dicono di restare con i piedi per terra, di non rischiare, perché non ce la potranno fare mai.

Non tutti sono in grado di valorizzarsi
La paura di cambiare la propria condizione spesso porta ad adagiarsi ad una vita che non soddisfa completamente: né da un punto di vista lavorativo né sentimentale. Questa condizione è molto comune, soprattutto in quanti si sono lasciati vivere, ossia hanno permesso alla vita di fare le scelte al posto proprio. Ci si trova allora intrappolati in una situazione di insoddisfazione, alla ricerca di qualcosa che possa portare la felicità, ma ancora una volta, l’errore principale è aspettare che il cambiamento arrivi. Sbagliato: il cambiamento deve partire dalla volontà dell’individuo, che deve imparare a valorizzarsi, mettendo in risalto le proprie capacità. Come? Riappropriandosi della propria vita, in modo graduale, naturalmente, per comprendere ogni passo che si sta facendo verso il cambiamento ed avere il tempo di riequilibrare questo nuovo se stessi.

Fiducia e positivita’
Ogni persona è condizionata, durante il proprio sviluppo e la propria crescita, dalle esperienze che ha vissuto, ma che non sempre permettono uno sviluppo del proprio potenziale. Anzi: in molti casi le potenzialità dell’individuo vengono mortificate da una serie di situazioni che portano alla sfiducia e all’abbattimento dell’autostima. Paure inconscie, convinzioni sbagliate e mancanza di sostegno da parte delle persone care, possono portare alla perdita della propria strada, alla mancata realizzazione dei propri sogni. Per provare a sovvertire questa situazione, per prima cosa è necessario ritrovare la fiducia e la positività, quei sentimenti che caratterizzano le persone pronte al cambiamento.

La strada giusta ad ogni eta’
Qual è il momento più idoneo per riscoprire se stessi? Il primo passo per poter ritrovare le potenzialità perse, è quello di sentire il bisogno di un cambiamento. Nel momento in cui ci si sente inadeguati, insoddisfatti o semplicemente poco sereni, allora quello è il momento giusto per fare un’autoanalisi e cercare di chiedersi come mai. Non esiste un’età migliore di un’altra per riscoprire le proprie potenzialità, anche se, in linea di massima, la maggior parte delle persone si rende conto del mancato utilizzo delle proprie potenzialità tra i trenta e i quarant’anni. Un’età in cui gli studi sono terminati, ci si affaccia al mondo del lavoro, si consolida la vita di famiglia e quindi, dopo tanti obiettivi esterni (laurea, matrimonio eccetera), si inizia a concentrarsi su se stessi e a porsi delle domande.
Quando non si è in grado di risvegliare il proprio potenziale da soli, un percorso di coaching è fondamentale, per imparare ad utilizzare gli strumenti di cui si è dotati ma che non si è in grado di sfruttare al meglio.