Descrizione progetto

Strumenti di Programmazione Neuro-Linguistica per stabilire un rapporto empatico con noi stessi e con gli altri

Sono le emozioni che regolano la nostra vita in quanto coinvolte in tutte le decisioni che prendiamo, sia quelle importanti sia quelle piccole di tutti i giorni. Saper gestire e canalizzare la forza della mente emozionale è un obiettivo ambizioso ma dal quale non si può prescindere se si vuole migliorare il proprio stile comunicazionale. Il perno intorno al quale ruotano tutte le forme di comunicazione umana (comunicazione interpersonale, di gruppo, parlare in pubblico) è l’empatia, ovvero la magica capacità, in parte genetica, di capire, sentire e condividere perniseri ed emozioni degli altri esseri umani. La condivisione e la reciproca comprensione di pensieri ed emozioni è necessaria, infatti, per stabilire una connessione profonda con i nostri interlocutori senza la quale non può aver successo nessuna interazione comunicazionale. Ogni insegnante sa, del resto, che ci sono classi in cui si lavora bene e classi con le quali non è possibile fare altrettanto; al di là delle differenze tra i singoli alunni, il motivo principale delle difficoltà del docente sono dovute alla mancanza di un rapporto emaptico con la classe: quando l’insegnante è accettato, infatti, il processo dell’apprendimento è facile e scorrevole, quando c’è, al contrario, rifiuto reciproco tra docente e alunni, tutto è più difficile.
Acquisire strumenti per la costruzione del rapport con la classe è sicuramente un enorme vantaggio per il processo educativo ma bisogna prima di tutto tener presente che il rapport, l’empatia, nella sua forma più alta è sempre un fatto interno.
Essere in empatia con se stessi è, quindi, il primo obiettivo che ciascuno di noi, docenti compresi, dovrebbe porsi nella vita. Ma cosa significa “essere in empatia con se stessi”? Il celebre psicologo Daniel Golemann ha postulato l’esistenza di una forma di intelligenza, quella emotiva o sociale, che, come ha poi dimostrato, è di fondamentale importanza per migliorare le relazioni con in nostri simili e con noi stessi. In estrema sintesi, l’intelligenza emotiva può essere definita come l’attitudine ad osservare se stessi e gli altri, saper riconoscere il proprio stato emotivo e quello altrui e, cosa più importante, saper gestire le proprie emozioni e quelle dei nostri interlocutori.
Come fare per aumentare la nostra Intelligenza Emotiva? Le emozioni sono autonome rispetto alla mente razionale quindi, per gestire e comprendere i nostri stati emotivi, dobbiamo imparare a parlare il linguaggio dei livelli profondi della mente.
Gli strumenti della Programmazione Neuro – Linguistica, messi a punto da Bandler e Grinder attraverso il modellamento di tre grandi terapeuti del passato, sono, a tutt’oggi, quanto di meglio esista per imparare a comunicare con noi stessi e gestire le nostre emozioni.
Durante il corso proposto presenteremo i suddetti strumenti, analizzeremo le emozioni fondamentali facendo riferimento alla teoria genetica della psicologia evoluzionistica, a quella fisiologica, a quella cognitivista e a quella culturalista; vedremo poi come gestirle (grazie alla PNL) e come decodificare correttamente il messaggio che le emozioni ci inviano, che è quasi sempre un invito all’azione e al cambiamento!
Il corso proposto, che prevede anche numerose esercitazioni pratiche, verrà suddiviso in quattro moduli della durata di tre ore l’uno così articolati:
 
1
Le emozioni fondamentali
teoria genetica, teoria fisiologica, teoria cognitivista e teoria culturalista
esercitazioni pratiche
2
I volti delle emozioni
Paura, rabbia, invidia, gelosia, tristezza e felicità
Esercitazioni pratiche
3
Tecniche di ancoraggio
Cosa è un’àncora e come può essere utilizzata
4
Tecniche di ristrutturazione e di rilassamento
Esercitazioni pratiche