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Possiamo Volare!

Possiamo volare! Il nuovo libro di Guido Ottombrino
Una strada che porta alla felicità … attraverso l’attivazione della coscienza!

La strada per la felicità è quella dell’evoluzione della coscienza,
perché la percezione che abbiamo di noi stessi, delle nostre emozioni e della realtà esterna
è il modello attrattore che organizza gli eventi della nostra vita,
e l’infelicità è il risultato della permanenza negli stati di coscienza di livello inferiore.

Non possiamo scegliere che cosa ci accadrà ma abbiamo il potere di influenzare gli eventi, perché le decisioni che prendiamo giorno per giorno hanno sempre ripercussioni sulla realtà circostante.

Ogni istante della nostra vita siamo chiamati a decidere in merito a cose più o meno importanti, e le scelte che facciamo sono sempre dettate dal livello di consapevolezza che abbiamo di noi stessi e del mondo.

Questa è la ragione per la quale, elevando la nostra coscienza, prenderemo decisioni migliori per la nostra vita e determineremo cambiamenti positivi anche nel resto dell’umanità, perché noi siamo parte del mondo e il cambiamento anche di un solo membro, in un sistema di relazioni, non può non condizionare il resto del sistema.

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[Estratto] Possiamo Volare!

Non esiste niente fatta eccezione per gli atomi e lo spazio vuoto; tutte le altre cose sono soltanto opinioni.
Democrito

Chi ha qualche conoscenza di linguistica o di PNL sa che la parola «attrazione» – come tutte quelle con il suffisso -zio-ne, -mento, -ita, -ismo, -tura, -ezza – è una «nominalizzazione», ovvero un’operazione che trasforma, nel nostro caso, il verbo «attrarre» nel sostantivo «attrazione», cristallizzando nel nome un processo che nel verbo è dinamico.

La parola «attrazione», infatti, è statica perché non stimola il cervello a porsi delle domande e a cercare delle risposte, mentre il termine «attrattore», derivato sempre dal verbo «attrarre», è un nome d’agente, ovvero un nome che designa chi agisce, solleticando la nostra curiosità di capire chi o cosa si nasconda dietro il sostantivo.

Se, per esempio, un agente immobiliare volesse vendervi uno stabile e vi dicesse: «La costruzione è stata realizzata a regola d’arte», magari sareste interessati a capire che cosa intenda con «a regola d’arte»; ma se vi dicesse: «Il costruttore ha realizzato l’edificio a regola d’arte» sono sicuro che vi verrebbe da chiedergli: «Chi è il costruttore?». La domanda sorge spontanea, perché mentre «la costruzione» indica l’edificio e quindi qualcosa di stati­co e già finito, «costruttore» è un termine dinamico che si riferisce a qualcuno che costruisce edifici e che magari ne ha fatti altri in precedenza e altri ne starà facendo. Sapendo chi è il costruttore, potreste chiedere ulteriori informazioni a chi ha acquistato in precedenza da lui e così via.

 

 

 

 

 

 

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La Stanza dei Sogni

Alessandro Giancola e Guido Ottombrino
hanno tenuto oltre 700 concerti in tutto il mondo con il Trio Cardoso. Studiosi dei meccanismi della comunicazione umana e Trainer di Programmazione Neuro-Linguistica, hanno fondato con il chitarrista e compositore Massimiliano De Foglio e lo scenografo Marco De Foglio il laboratorio di ricerca sperimentale «I luoghi dell’invisibile».
Nel 2005 Alessandro e Guido hanno dato vita all’associazione AIREO – creatività & cambiamento.
Età dell’Aquario Editore
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[Estratto] La Stanza dei Sogni

Attorno al tavolo di un ristorante, dopo un concerto, tre amici ascoltano dalla voce del musicista, Pietro, la storia della sua vita.

Dopo quella sera, Massimiliano compone un brano per trio di chitarre, Guido e Alessandro scrivono insieme un libro, questo libro.
Il titolo, per entrambi i lavori, è La Stanza dei Sogni.
La prima parte del libro, «Il Sogno di Pietro», è incentrato sulle emozioni: il lettore, guidato dalle riflessioni degli autori, prende coscienza, pagina dopo pagina, del fatto che il dolore e la gioia, lo sconforto e l’entusiasmo sono emozioni universali e che sconfitte e
successi fanno parte della vita di tutti.
La seconda parte, «Il Verso della Felicità », ci insegna invece un metodo per realizzare i nostro sogni. Il Metodo Aireo per il cambiamento – come gli autori hanno voluto definire l’originale percorso che descrivono – si basa su un modello del comportamento umano che prende in considerazione ambiente, stato mentale e fisico, spiritualità, valori, comportamenti, capacità e vari altri fattori (in tutto tredici).
L’analisi di ciascuno di essi dimostra come, apportando le opportune modifiche, il comportamento cambia e con esso i risultati che otteniamo.
Ogni argomento è introdotto da una storia da cui l’autore trae spunto per porre al lettore alcune domande.
Di seguito si apre una finestra di esercizi pratici (intitolata «Tecnica per gli obiettivi») che propone alcune tecniche di «riprogrammazione» il cui scopo è di renderci consapevoli dei nostri limiti ed errori e di indicarci il giusto atteggiamento e la tecnica corretta per raggiungere i nostri obiettivi.
Ma non bisogna dimenticare che è il lavoro che compiamo su di noi la fase più delicata e formativa, quella in cui ci si allinea con i propri valori, ci si diverte, si sta bene con sé stessi, si impara a essere felici.

 

 

 

 

 

 

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Vino, sogni e qualche storia

La scuola dei sensi

L’atto del “creare” non proviene dal “nulla” ma trae origine dal mondo fisico nel quale viviamo,

di Guido Ottombrino
(Albatros – “Il filo”)
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[Estratto] Vino, sogni e qualche storia

L’atto del “creare” non proviene dal “nulla” ma trae origine dal mondo fisico nel quale viviamo, dalla nostra cultura, dalle nostre esperienze. Il nostro bagaglio di conoscenze, infatti, rappresenta il materiale su cui opera la creatività, che altro non è se non la capacità di modificare la nostra esperienza del mondo reale e di immaginare un elefante rosa, un viaggio su Plutone, o qualunque altra cosa.
Gli studiosi della Programmazione Neurolinguistica hanno chiamato deformazione il procedimento che origina ogni fantasia e ogni creazione artistica. Grazie alla capacità di deformare il reale, in effetti, l’uomo può operare cambiamenti nella propria esperienza sensoriale dando luogo, così, all’atto creativo.
Gli unici strumenti di cui disponiamo per raccogliere dati sono i nostri sensi quindi, per creare, è prima di tutto importante avere raffinate capacità sensoriali che siano in grado di fornire una ricca rappresentazione del mondo fisico; in seguito subentrerà la nostra personale capacità di deformare tale rappresentazione.
Il compito di affinare l’olfatto, il gusto, l’udito, il tatto e la vista è proprio delle arti, le quali sono state tutte create per dilettare ed educare i nostri sensi, e tra tutte le arti l’enogastronomia è l’unica che si rivolge all’intero apparato sensoriale dell’uomo poiché il gusto, il tatto e l’olfatto raramente sono coinvolti contemporaneamente in altre creazioni artistiche.
Non è quindi un caso che il primo percorso di educazione sensoriale proposto nell’ambito della Scuola dei Sensi sia proprio l’Arte della Degustazione ovvero imparare a degustare il cibo e soprattutto il vino, che, con oltre 600 componenti, è la più ricca bevanda che un uomo possa portare alla bocca.