E’ impressionante notare quanto sia difficile rispondere alla più naturale delle domande.

Nel migliore dei casi daremo un cenno sulle competenze (cosa sappiamo fare); nella maggior parte delle circostanze la risposta sarà un silenzio imbarazzato, una ricerca senza basi sicure.

Qualcuno si chiede. Possibile che in anni di studio, a scuola o in università, non sono riuscito a capire quali sono le mie, come si chiamano, cosa sono?

Partiamo dall’ultima domanda.

Sono i tratti di forza del carattere. La psicologia positiva americana li chiama strenght of character.

L’amore per il sapere, il coraggio, la persistenza, la curiosità (solo per citarne alcune) sono presenti in tutti ma in forma e gradazione diversa.

Sono emozioni positive. Quando una persona vi racconta una circostanza speciale, ciò che gli fa piacere fare, cos alo gratifica veramente potete riconoscerle dal modo in cui parla di quell’evento.

E sono sempre frutto di libera scelta. Per questo possiamo decidere di allenarle, per trasformarle in poteri concreti, o frustrarle (Seligman 2003,Stanchieri 2015.

Spesso la sofferenza non nasce da qualcosa che si è rotto ma da una potenzialità che vuole essere liberata ed allenata.

Solo che sovente non sappiamo neppure come chiamarla e come riconoscerla.

Il coaching punta su di esse per aiutarci non solo a migliorare la performance ma anche a raggiungere i nostri obiettivi in un’ottica di felicità.

Armando Floris [riproduzione vietata]