Le azioni che compiamo nascono nella nostra mente e sono dunque il frutto di idee partorite dal cervello. Ogni azione viene prima immaginata nella testa e solo in un secondo momento si trasforma in un’azione. Ma in che modo avviene questo passaggio?

L’idea che diventa azioneCiascuna idea è supportata da una configurazione neuronale, che comincia a predisporci in modo tale da compiere quella determinata idea, agendo sugli apparati che la trasformeranno in azione. Se pensiamo di aprire una finestra, si attivano le cellule cerebrali che servono per dare al corpo il comando di aprire la finestra. L’idea, però, può essere rifiutata oppure accettata; nel primo caso, l’energia sviluppata dall’idea si disperde e la configurazione neuronale si spegne. Nel secondo caso, invece, la medesima configurazione neuronale acquista energia e in tal modo si potrà portare a compimento l’azione.

La motivazione fa la differenza

L’idea diventa azione soltanto se è supportata da un’adeguata motivazione e perciò è necessario un livello di attenzione elevato. Se tale livello è troppo basso, le azioni non si concretizzeranno mai. L’esempio più lampante è lo studente che vorrebbe studiare ma rimanda in continuazione, trovando delle distrazioni che lo portano a non passare mai all’azione, cioè a concretizzare l’idea nell’atto dello studio. La neuroscienza ci dice che la forza trainante che trasforma le idee in azioni è l’intenzione.

I fattori che caratterizzano la motivazione

A motivare l’essere umano affinché porti a compimento un’azione ci sono tre fattori: la mobilitazione di energia, la persistenza e la variabilità. Maggiore è la mobilitazione di energia, più diventa forte la motivazione; è ciò che avviene, ad esempio, quando abbiamo sete: il bisogno d’acqua ci motiva a cercarla. La motivazione però non sempre è sinonimo di riuscita: se si è portati ad insistere a dispetto degli insuccessi, la motivazione è persistente e dunque molto forte. Se inizialmente uno scopo non viene raggiunto, è possibile modificare i mezzi o il comportamento per renderlo raggiungibile. Ecco che abbiamo quindi la variabilità, che subentra quando la motivazione è molto forte, non ci si arrende di fronte ad una serie di insuccessi e si vuole raggiungere ad ogni costo lo scopo prefissato.

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